Reggio Approach @ Chatterbox

Essere un bambino è meravigliosamente serio ed impegnativo. Impegnativo perché è tutto nuovo, è tutto una scoperta, è tutto in divenire. Serio perché i bambini sono seri, affidabili, severi con chi lo merita e naturalmente sinceri ed oggettivi. Loro giocano seriamente, ma in pochi se lo ricordano.
Essere adulti educatori è altrettanto impegnativo. Aggiungo anche qui meravigliosamente serio. Meraviglioso perché attraverso le scoperte di ciascun bambino noi adulti viviamo avventure quotidiane in realtà
sconosciute ed imprevedibili (scientifiche, naturali, chimiche, meccaniche, culinarie, cinematografiche, commerciali, spirituali, magiche, extraterrestri…la lista potrebbe continuare all’infinito!) e diventiamo
ospiti privileggiati dei loro mondi creativi ed immaginari. Ancora meraviglioso perché abbiamo scelto di partecipare alla vita di ciascun bambino e di influire sulle sue esperienze formative. WOW!!!
Seriamente impegnativo per noi adulti nel senso di responsabile; ciascun adulto deve stare attento a come muoversi all’interno di tempi e dinamiche che a volte, troppo spesso non comprende e che però responsabilmente deve saper trattare.
Ci si impegna ad ascoltare; si ascolta tutto di un bambino. Le parole, i silenzi, gli sguardi, i sorrisi, le lacrime, gli abbracci, le proteste, le esitazioni, le mani che battono, i piedi che saltano. Si ascolta il tempo
che passa e che da un ritmo di crescita diverso per ciascun di loro.
Questo però non vuol dire che si assiste passivamente senza mai intervenire, ma che si è membri attivi del processo naturale di apprendimento che dobbiamo però comprendere prima di sostenere. Il metodo reggiano ha come principi fondanti l’ascolto, la comprensione ed il sostegno attivo dell’educatore al processo naturale di apprendimento di ciascun bambino. Ogni bambino vede, sente, vive la realtà secondo i
propri sensi, desideri, inclinazioni, talenti e il compito difficilissimo di ciascun adulto che vi entra in contatto è quello di aiutarlo a scoprirsi e successivamente a scoprirsi capace ed adeguato ai contesti che di
volta in volta gli si presentano. La scuola, quella delle programmazioni a settembre, ha costruito negli anni la propria proposta formativa secondo un modello ideale di bambino, un modello ideale di apprendimento,
un modello ideale di tempi di apprendimento. La realtà ci insegna che non esiste un bambino ideale.
La formazione di ciascun individuo deve essere prima di tutto funzionale alla propria realizzazione e non solo alla produttività sociale, benchè necessaria e altrettanto importante.
Essere un buon scolaro e un futuro buon cittadino non si misura solo sul rendimento scolastico dell’alunno, ma sulla capacità della Scuola di aver creato negli anni i contesti educativi e didattici adatti a quel bambino e alla sua personale intelligenza per potersi sviluppare. Ciascun bambino apprende secondo un proprio e unico modo e l’impegno difficilissimo della scuola è scoprire ed incontrare quel modo unico sostenendolo nel confronto con gli altri e con la realtà che lo circonda.
La Nostra Scuola, la Scuola Chatterbox, ha fatto suoi questi principi e li applica nel quotidiano tenendo presente quali sfide formative ha davanti il bambino di oggi e rimanendo coerente con la volontà di perseguire sempre il ben-essere di ciascuno di loro.

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