Scopri le storie spaventose scritte dai ragazzi e dalle ragazze delle classi Year 6, 7 e 8 che hanno vinto la competizione!
VINCITRICE YEAR 6 - GAIA V.
Jenny, Mike e Norris camminavano per strada. In lontananza una ragazza si stava avvicinando verso di loro. La ragazza urtò Jenny e le fece cadere la borsa. Continuò a camminare senza scusarsi. Mike si arrabbiò e la afferrò per un braccio.
«Chiedi scusa, stupida!» – ma fu un errore. La ragazza mostrò il viso. Era coperto di bende. Si vedeva solo la bocca. Dal tessuto colava sangue nero. Con un movimento rapido, la testa di Mike rotolò a terra.
Dopo pochi secondi anche Norris giaceva senza vita.
La ragazza mise Jenny con le spalle al muro. Le portò un dito alle labbra.
«Shhh… vieni all’inferno con me…» e con un sorriso malvagio le infilzò gli occhi con le sue unghie lunghe. Pochi istanti dopo, anche Jenny era morta. La ragazza sorrise.
«La principessa deve pur divertirsi qualche volta…» e scomparve.
VINCITORE YEAR 7 - LORENZO
I ladri del Louvre
Era una notte di ottobre, regnava un profondo silenzio su Parigi.
La Senna era calma e immobile, senza nemmeno un'increspatura.
Persino le anatre tacevano.
Tutto era tranquillo.
A mezzanotte due uomini si avvicinarono al museo del Louvre.
Si chiamavano Denzel e Marcel. Erano ladri, ma non molto abili. Indossavano vestiti neri e maschere di Halloween comprate in un negozio di travestimenti.
«Zitto, Denzel» sussurrò Marcel.
«Lo hai detto anche l’ultima volta» rispose Denzel «e abbiamo rubato una statua di plastica, non quella vera!»
«È stato solo un piccolo errore» disse Marcel. Quella notte il loro obiettivo era rubare “La Gioconda”, uno dei dipinti più famosi del mondo. Denzel e Marcel volevano riportarla in Italia!
Entrarono da una porticina: Marcel aveva corrotto una guardia con dei croissant per lasciarla aperta. Il museo era buio e freddo. La luce della torcia faceva sembrare le statue vive.
I loro occhi parevano seguire i due ladri.
«Pensi che ci stiano guardando?» chiese Denzel.
«Non dire sciocchezze» rispose Marcel «sono solo statue.»
Poi si udì un rumore. Clink!
Denzel si immobilizzò. «Marcel, quella statua si è mossa?»
«Certo che no» disse Marcel.
Ripresero a camminare. All’improvviso sentirono una risata sommessa. I quadri alle pareti sembravano diversi, quasi vivi. Una voce disse: «Non dovreste essere qui!» Denzel gridò. La sua torcia illuminò la Gioconda. Il suo sorriso sembrava più grande.
«Marcel» sussurrò «mi sta sorridendo!»
«Sorride sempre» rispose irritato Marcel. All’improvviso, la Gioconda parlò: «Ladri del Louvre, venite voi da me o devo venire io da voi?»
I due uomini urlarono e cercarono di fuggire, i quadri bisbigliavano, il museo era pieno di rumori. Cercarono la porta d’uscita, ma non la trovarono.
«Forse vuole che restiamo» disse Denzel.
«Neanche per sogno!» gridò Marcel.
Dopo molti tentativi, Denzel e Marcel riuscirono a scappare. La città tornò calma. I due promisero di non rubare più opere d’arte: da quel momento avrebbero rubato solo croissant!
Camminavano lungo la Senna, ma all’improvviso Denzel sentì qualcosa di pesante nella borsa. La aprì: c’era un piccolo quadro della Gioconda con un sorriso beffardo!
VINCITRICE YEAR 8 - BENEDETTA
La casa infestata
Io e i miei tre amici Jordan, Emily e Marcus decidemmo di andare alla vecchia casa spaventosa sulla collina. Tutti in città dicevano che fosse infestata, ma noi non ci credevamo. Era la notte di Halloween, avevamo finito di fare “dolcetto o scherzetto” e, annoiati, decidemmo di andare alla casa stregata. Avevamo portato torce e qualche snack del bottino di dolcetto o scherzetto. Il sentiero era fangoso e inquietante, c’era la nebbia e la luna sembrava osservarci.
Finalmente arrivammo in cima alla collina, ma la porta era già aperta.
Jacob disse: «Forse c’è qualcuno dentro.» Ma Emily rispose: «Impossibile, nessuno vive qui dal 1965.» Entrando, vidi un’ombra, ma la ignorai pensando fosse solo la mia immaginazione.
C’era una grande scalinata, così salimmo. Trovammo una stanza aperta, entrammo e dentro c’era un grande specchio rotto. Marcus si specchiò e urlò. Disse di aver visto una ragazza senza occhi che lo fissava.
Noi ridemmo, ma poi la porta si chiuse di colpo e le nostre torce si spensero. Guardammo le torce. Ora avevamo paura. Provammo ad aprire la porta, ma era bloccata, come se qualcuno dall’altra parte la tenesse chiusa.
Sentimmo un sussurro di bambina che diceva: «Andate via… o restate per sempre.» Cercammo di sfondare la porta e dopo alcuni minuti si aprì. Corremmo giù, ma stranamente le scale si trasformarono in uno scivolo che ci portò in cantina. Era così buio che non vedevamo nulla, e c’era un odore disgustoso di terra e morte.
Per fortuna trovai una candela e un fiammifero. Sul muro c’erano scritte rosse, sembravano fatte con il sangue, dicevano: “SIETE ANDATI TROPPO OLTRE”. Poi sentimmo dei passi. Ma non c’era nessuno. Solo il rumore, sempre più vicino. Marcus cominciò a piangere, e non potevo biasimarlo.
A un tratto la candela si spense, e sentimmo una risata malvagia, come quella di un clown. Corremmo nel buio e Jacob urtò contro una scala. Salì per primo, seguito da me, Marcus ed Emily, ma qualcosa afferrò la gamba di Emily.
Lei scalciò e urlò, e alla fine riuscì a liberarsi. Eravamo finalmente fuori e corremmo verso casa. Ora non parliamo mai di quella notte. Ma a volte sento dei sussurri nella mia stanza, e il mio specchio ha delle crepe che prima non c’erano.
Penso che la ragazza mi abbia seguito. Penso che stia aspettando.